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Home Rassegna Stampa Sanzioni Usa e caso Navalny, Nord Stream 2 torna nel mirino
20/01/2021 - Pubblicato in news internazionali

Doppio attacco al Cremlino, nel pomeriggio di ieri. Il primo è partito dalla Casa Bianca nelle ultimissime ore dell’amministrazione Trump, che ha sganciato il suo siluro finale sul Nord Stream 2. Nella speranza di affondare definitivamente il gasdotto che sta approdando in Germania, e a cui mancano solo 148 km per essere ultimato: 120 in acque danesi e 28 in acque tedesche, con i relativi permessi dei Paesi interessati. Rimasti soli a completare la posa dei tubi, dal momento che le precedenti sanzioni americane hanno allontanato tutti i partner stranieri del progetto a partire dalla svizzera All-Seas, nei giorni scorsi i russi avevano ripreso i lavori sul Baltico affidandoli alla nave “Fortuna”. La risposta del dipartimento di Stato americano è stata l’imposizione di sanzioni dirette contra la nave e contro la compagnia proprietaria, la KVT-RUS. Mosca attribuisce l’accanimento degli Usa sul condotto alla volontà di eliminare il concorrente più ingombrante alla diffusione dello shale gas americano in Europa. Gazprom, nel prospetto per gli investitori in vista di un’emissione di Eurobond, è costretto ad ammettere che, a causa di “pressioni politiche, il progetto rischia di essere sospeso o addirittura cancellato. Eppure, il Cremlino insiste: “Intendiamo completarlo”,  ha ripetuto ieri Dmitrij Peskov, il portavoce di Putin. Finora Mosca ha potuto contare sull’appoggio della Germania, perlomeno di una parte della classe politica e imprenditoriale tedesca determinata a proteggere Nord Stream 2 dagli assalti americani. Malgrado tutto, malgrado il tentativo di avvelenamento che l’estate scorsa aveva portato Aleksej Navalny a Berlino in fin di vita. Ma ora difendere Nord Stream 2 e tutti i grandi affari con Mosca diventerà ancora più complicato. L’arresto di Navalny, al ritorno in patria, apre infatti la prospettiva di un’ulteriore era di gelo tra Mosca e l’Occidente, e di ulteriori sanzioni. Anche perché il grande accusatore del Cremlino ha sferrato il colpo – il secondo attacco della giornata al Cremlino – dalla propria cella, con un’inchiesta esplosiva preparata nei mesi scorsi.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Antonella Scott

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